Il documentario: info e sinossi

L’acqua calda e l’acqua fredda, 2015

Scheda tecnica
Soggetto Produzione e Regia: Marina Resta, Giulio Todescan
Riprese e suono in presa diretta: Luciano Attinà
Montaggio: Marina Resta
Color correction: Simone Petruzzelli
Montaggio del suono: Luca Scapellato
Colonna sonora: Luca Scapellato, LSKA, Phill Reynolds
Grafiche e documentazione: Giulio Todescan
Sottotitoli: Marina Resta
Cast (in ordine di apparizione): Luciano Alari, Cosimo De Bari, Demetrio Pappapicco, Paolo Depalma, Mimmo Palmiotto, Francesco Depalma, Michele Camporeale, Francesco Camporeale, Antonio Dangelico, Filippo D’Attolico, Mimmo Stufano, Michele Stufano, Vito Bavaro.

Specifiche tecniche
Durata: 56’04”
Lingua italiana, sottotitoli inglese
Formato di ripresa: Digital HD
Formato di proiezione: Digital HD 16/9
Suono: Stereo

Sinossi
Alle Acciaierie Valbruna di Vicenza più di metà dei mille dipendenti provengono dal Sud, e in particolare da Giovinazzo (Bari). Qui fino agli anni ’80 erano attive le Acciaierie Ferriere Pugliesi. Dopo la loro chiusura è iniziata una migrazione di operai verso il Nord, che continua tuttora. L’acqua calda e l’acqua fredda è un viaggio fra Nord e Sud Italia, ma anche tra presente e passato, raccontato attraverso le storie e le testimonianze di questi operai.

Note di regia L’acqua calda e l’acqua fredda
Nel 2011 ci siamo imbattuti in un saggio di Devi Sacchetto, professore di sociologia all’Università di Padova, sull’attuale immigrazione meridionale in Veneto. Fra le storie raccontate ci ha colpito una in particolare: quella delle Acciaierie Valbruna di Vicenza, dove la maggior parte dei circa mille operai proviene dal Sud Italia e in particolare da Giovinazzo. Per descrivere quella strana mescolanza di veneti e pugliesi, un dirigente dell’azienda citato nel testo utilizzava la metafora dell’acqua calda e dell’acqua fredda, la cui unione dà vita a qualcosa di nuovo e più complesso.
La storia era in effetti più complessa, perché dietro alla vicenda dei valbruniani se ne nascondeva un’altra, che affondava le radici 800 chilometri più a sud e molti decenni a ritroso nel tempo. Nelle Acciaierie Ferriere Pugliesi (AFP), che per oltre mezzo secolo avevano dato lavoro a un intero paese, si era formata una combattiva classe operaia, di cui gli operai emigrati al Nord sono in qualche modo gli eredi.
L’acqua calda e l’acqua fredda è un film corale fatto soprattutto di interviste, potenziate da materiali d’archivio (fotografie, video e articoli di stampa) e dalle immagini delle due città, Vicenza e Giovinazzo, apparentemente molto distanti, ma in realtà collegate da una trama invisibile fatta di storie di vita e di lavoro.
Il film cerca di riallacciare quei fili invisibili che legano le due città e due generazioni di operai, attraverso un montaggio che interseca in continuazione i piani di Nord e Sud, presente e passato. Dalle parole degli operai emergono temi senza tempo: le difficoltà dell’integrazione in una realtà diversa e lontana e il valore dicotomico del lavoro, occasione di benessere economico ed emancipazione sociale di un’intera comunità, ma anche portatore di sfruttamento e di rischi per la salute e per l’ambiente.

Marina Resta e Giulio Todescan

Bio-filmografia dei registi

Marina Resta è nata ad Altamura (Bari) nel 1984. Si è laureata all’Università di Bologna in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale e ha conseguito il diploma di Filmmaker documentarista alla Civica Scuola di Cinema di Milano. Il suo primo film documentario è Milano fa 90 (2013).

Giulio Todescan è nato a Vicenza nel 1981. Laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Bologna, è giornalista pubblicista. Lavora per BLUM Comunicazione e collabora con il “Corriere del Veneto” e con altre testate. È uno dei registi di Good luck, Vicenza (2008).

Marina Resta e Giulio Todescan sono gli ideatori e organizzatori di Working Title Film Festival- festival del cinema del lavoro a Vicenza.

L’acqua calda e l’acqua fredda (Warm Water, Cold Water), 2015

Technical sheet
Story, Production, Direction : Marina Resta, Giulio Todescan
Shot and Original Soundtrack: Luciano Attinà
Editing: Marina Resta
Color correction: Simone Petruzzelli
Sound design: Luca Scapellato
Soundtrack : Luca Scapellato, LSKA, Phill Reynolds
Graphic design and research: Giulio Todescan
English subtitles: Marina Resta

Cast (in order of appearance): Luciano Alari, Cosimo De Bari, Demetrio Pappapicco, Paolo Depalma, Mimmo Palmiotto, Francesco Depalma, Michele Camporeale, Francesco Camporeale, Antonio Dangelico, Filippo D’Attolico, Mimmo Stufano, Michele Stufano, Vito Bavaro.

Technical spec
Duration 56’04”
Italian, english subtitles
Shoot format: Digital HD
Projection format: Digital HD 16/9
Sound: Stereo

[ENG] Synopsis
At the Valbruna Steelworks in Vicenza more than a half of the 1000 workers come from the South of Italy, especially from Giovinazzo (Bari). Here until the 80’s the “Acciaierie e Ferriere Pugliesi” (Steelworks) was operative. After its closure, a migration to the North has started. L’acqua calda e l’acqua fredda (Warm water, cold water) is a trip between both the North and the South of Italy, and the present and the past, told through those workers’ stories and direct and indirect evidences.

Directors’ statement L’acqua calda e l’acqua fredda (Warm water, cold water)
In 2011 we read an essay about the current immigration to Veneto, by Devi Sacchetto, Professor of Sociology at the University of Padua. Among many stories one has moved us above all: that one about the Acciaierie Valbruna (Steelworks) in Vicenza, where the most of the 1000 workers comes from the South of Italy, from a town in Puglia, Giovinazzo. To describe that strange mix between workers from Veneto and those from Puglia,a Valbruna’s manager had used the metaphor of the warm and cold water, that mixed together create something new and more complex.
The story was actually more complex, because behind the Valbruna’s workers it was hidden an other one, far away 800 km in the South and many decades before. The steelworks Acciaierie Ferriere Pugliesi (AFP), for more than a half century had given works to a whole town, and there had been arranged a combative working class. The current workers emigrated to the North are their heirs.
L’acqua calda e l’acqua fredda (Warm water, cold water) is a choral film, made by interviews, powered by photos, found footage, newspapers’ articles and images of Vicenza and Giovinazzo, two cities apparentely very distant, but actually tied by an invisible plot of stories of lives and works.
The film tries to reconnect those invisible threads, tieing two cities and two workers generations, through an editing that intersects continuosly the North and South and the present and past levels.
From the workers’ words emerge timeless topics: integrations problems in a different and far place, and the dichotomic meaning of work, taken as an opportunity of wealth and social emancipation for a whole community, but at the same time bearer of exploitation and risks for the health and the environment.
Marina Resta and Giulio Todescan

Directors’ Bio-filmography
Marina Resta was born in Altamura (Bari) in 1984. She graduated in Cinema, Television and Multimedia Production at the University of Bologna and studied as Documentary Filmmaker at Civica Scuola di Cinema in Milan. Her first documentary film is Milano fa 90 (Milano makes up 90) (2013).
Giulio Todescan was born in Vicenza in 1981. He graduated in Communication at the University of Bologna. He works at BLUM Comunicazione and writes as a journalist for some newspapers, among which “Corriere del Veneto”. He directed Good luck Vicenza (2008).
Marina Resta and Giulio Todescan are the creators and organizers of Working Title Film Festival- a film festival about work in Vicenza.

Trailer

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